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Il contratto nelle opere private è un obbligo deontologico della professione: la proposta dell’Ordine degli Architetti BAT

Il contratto nelle opere private è un obbligo deontologico della professione: la proposta dell’Ordine degli Architetti BAT

Evento formativo a Palazzo Covelli organizzato in collaborazione con il Consiglio Disciplina dell’Ordine

Formare ed informare su di un tema tecnico ma che investe più che da vicino la professione, considerato che si parla di contrattualistica con i privati. Un obbligo deontologico prima ma anche morale poi come spiegato nel corso di uno degli appuntamenti formativi organizzati dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT a Trani all’interno di Palazzo Covelli.

«L’obbligo del contratto è un obbligo deontologico, per cui l’assenza del contratto in un rapporto con i privati è una violazione deontologica – ha spiegato l’arch. Francesco Giordano componente della commissione Compensi e Contratti dell’Ordine degli Architetti BAT – Quindi è fondamentale scrivere bene il contratto, rapportarlo correttamente alle prestazioni che sono state richieste e quindi concluderlo, finalizzarlo. Ovviamente ci aspettiamo che venga finalizzato positivamente nell’esecuzione. Non c’è ovviamente un modello di contratto che ci impone il Consiglio Nazionale e quindi di conseguenza noi abbiamo molto spesso l’imbarazzo di come valutarlo, perché essendo libero troviamo una forma diversa dall’altra. La proposta che noi avanziamo è quella di unificarlo, cercare di trovare una forma che sia intelligibile, che ognuno possa adottare e quindi rendere il compito delle commissioni più semplice».

Ed è questa la proposta che è partita proprio dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT e da questo convegno introdotto dal presidente dell’Ordine Architetti PPC BAT l’arch. Andrea Roselli e che ha visto la partecipazione anche dell’avv. Nicola Pignatelli esperto di contrattualistica e che ha parlato degli aspetti civilistici del contratto di prestazione d’opera oltre all’arch. Vincenzo Lechiancole (componente Commissione Compensi e Contratti dell’Ordine) che ha parlato della determinazione del compenso in via preventiva. Particolarmente qualificati anche gli interventi del presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT arch. Giuseppe Lechiancole e dell’arch. Mimì Crescente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT sull’obbligo deontologico del contratto professionale:

«Il consiglio di disciplina è chiamato a vigilare sulla deontologia professionale di tutti gli iscritti – ha detto l’arch. Giuseppe Lechiancole – Il tema odierno che investe appunto il rapporto con la committenza privata è sottoposto a questo controllo ideale da parte del consiglio di disciplina per l’aspetto deontologico e l’eventuale violazione rende poi obbligatoria una sanzione che, in prima battuta, può essere molto lieve ma se c’è la recidiva è chiaro che poi si arriva persino alla sospensione e cancellazione».

«Abbiamo cercato di far diventare questo convegno veramente interessante – ha spiegato l’arch. Mimì Crescente – per dimostrare ai colleghi che, applicandosi prima sulla costruzione di un contratto scritto, così come obbliga il Codice di Disciplina, si trovano poi con uno scudo che li garantisce rispetto ad eventuali clienti cattivi e questo scudo ha la caratteristica anche di essere moralmente giusto, cioè etico».

L’estimo classico nell’era dell’intelligenza artificiale: «Un ausilio ma resta determinante il giudizio del valutatore»

L’estimo classico nell’era dell’intelligenza artificiale: «Un ausilio ma resta determinante il giudizio del valutatore»

Evento organizzato dall’Ordine degli Architetti BAT su di un tema complesso ma essenziale per la professione

Il giudizio del valutatore e dell’esperto resta, nonostante gli aggiornamenti tecnologici, un passaggio essenziale nell’analisi di fattibilità e nei giudizi di stima nel cosiddetto estimo. E’ stata una delle conclusioni del convegno organizzato a Trani a Palazzo Covelli dall’Ordine degli Architetti BAT con la partecipazione di diversi professionisti del settore.

«Abbiamo cercato un po’ di fare l’esegesi della disciplina estimativa per andare a perimetrare la stima e a vedere comunque che i procedimenti di stima classici, afferenti all’estimo classico, sono tutt’oggi ancora robusti, attuali ed utili in determinati contesti e situazioni – ha spiegato la prof.ssa arch. Debora Anelli, ricercatrice e docente di Estimo presso l’Università La Sapienza di Roma – Chiaramente quando subentra o un’estensione territoriale con fenomeni urbani più complessi o un’eterogeneità di dati da dover gestire anche in termini di mole e dal punto di vista computazionale, cerchiamo chiaramente di integrare lo sviluppo tecnologico e l’intelligenza artificiale in termini strumentali».

L’evento ha rappresentato un’occasione di aggiornamento e confronto su metodologie di valutazione economica sempre più integrate con le tecnologie digitali e i modelli predittivi.

«Questa iniziativa è nata dal fatto che l’estimo non è puramente una disciplina a sé stante, bensì è una disciplina che può essere e deve essere integrata in tutte le fasi della progettazione – ha spiegato la dott.ssa Francesca Fariello dottoranda in Estimo e Valutazione presso “La Sapienza” di Roma e membro della Commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti BAT – Obiettivo è quello di mirare il progetto verso delle decisioni orientate e giuste dal punto di vista qualitativo e quantitativo».

Nel corso dell’evento diversi gli interventi tra cui quello del prof. arch. Matteo Ieva con un interessante dibattito finale su di un tema particolarmente importante. Nel corso del convegno presentati anche diversi esempi pratici nei metodi di valutazione.

«Ho mostrato, come esempio – ha spiegato l’arch. Emma Sabatelli dottore di ricerca in Estimo e Valutazione presso La Sapienza di Roma – Un metodo di valutazione per fenomeni complessi utilizzando quello del degrado urbano come esempio di fenomeno multidimensionale e multidisciplinare che in qualche modo interessa oggi la città contemporanea dal punto di vista sia quantitativo, qualitativo e anche spaziale».

 

L’architettura del paesaggio protagonista a Trani a Palazzo Covelli con l’arch. Gerardo Sassano

L’architettura del paesaggio protagonista a Trani a Palazzo Covelli con l’arch. Gerardo Sassano

Evento formativo organizzato dall’Ordine degli Architetti BAT. Ospite il Presidente dell’Ordine di Potenza

«La nazione delle piante non ha confini, ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione». E’ l’articolo 7 della cosiddetta Costituzione della Nazione delle Piante immaginata dallo scienziato di fama internazionale qualche anno fa Stefano Mancuso. Un concetto con cui ha voluto iniziare la sua relazione l’arch. Gerardo Sassano Presidente dell’Ordine degli Architetti di Potenza nonchè tra i soci fondatori di Volumezero S/XL ospite dell’Ordine degli Architetti BAT a Palazzo Covelli a Trani per una serata di formazione in cui tanti sono stati i piccoli e grandi progetti presentati per raccontare la necessaria lentezza della trasformazione del paesaggio in un contesto in cui la “rigenerazione urbana” investe in tante forme lo spazio pubblico.

«Già il nome indica che non lavoriamo su volumi ma su superfici – ha spiegato l’arch. Sassano – un lavoro che è legato allo spazio pubblico, per restituire le città alle persone con l’obiettivo di lavorare costantemetne sulla sottrazione di superfici impermeabili per riportare appunto la natura all’interno delle città».

L’arch. Sassano è un paesaggista tra i più importanti del mezzogiorno e nella sua relazione tanti sono stati gli spunti ed i progetti mostrati che riguardano anche la rigenerazione urbana: «E’ un tema spesso abusato – ha spiegato ancora l’arch. Sassano – però la rigenerazione urbana riguarda tanti temi, tra cui anche la parte legata al sociale, quindi a riportare le persone nello spazio pubblico, a restituire una qualità dello spazio pubblico, quindi non soltanto lavorare con gli edifici, ma lavorare con tutto ciò che è città e quindi anche quello che è tra gli edifici».

Esempi lampanti sono stati quelli del cosiddetto “Serpentone” di Potenza o delle zone al di sotto del Ponte Musumeci sempre nella città capoluogo lucana. Ma tanti sono stati anche i progetti temporanei che hanno coinvolto non solo l’architettura ma anche la cultura per la riqualificazione degli spazi come quello alla centrale del latte di Potenza. Tanti spunti di riflessione introdotti dalla relazione del consigliere dell’Ordine degli Architetti BAT Marco Stigliano e dal Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Andrea Roselli: «Paesaggio che oggi è una parola spesso usata, ma molto spesso non praticata – ha spiegato l’arch. Roselli – avere architetti paesaggisti che fanno specificatamente questo, per noi è un onore e soprattutto un piacere ascoltare chi nel mondo dell’architettura riesce a lavorare specificatamente sul paesaggio e sul territorio non costruito».

Rinnovo del Consiglio Nazionale Architetti, tra i candidati c’è l’arch. Andrea Roselli presidente Ordine BAT

Rinnovo del Consiglio Nazionale Architetti, tra i candidati c’è l’arch. Andrea Roselli presidente Ordine BAT

Presente nella lista “Next_A”: «Riconoscimento importante per la rappresentanza territoriale. Fondamentale il supporto dai consigli degli ordini di tutta Italia»

«Sarà fondamentale il supporto che sta arrivando dai consigli degli ordini di tutta Italia per veder riconosciuto un importante ruolo di rappresentanza territoriale anche partendo da un Ordine più piccolo e relativamente giovane». Orgoglio ma anche tanta responsabilità nelle parole del Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Barletta Andria Trani, Andrea Roselli, sulla sua candidatura nella lista “Next_A” alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Architetti del prossimo 16 marzo. «Il nostro gruppo rappresenta l’Italia intera da Trento a Messina passando per Sassari e la piccola BAT – ha spiegato Andrea Roselli – l’obiettivo è che il CNAPPC sia di tutti oltre che la partecipazione diritto garantito per ogni Ordine. Il Consiglio Nazionale dovrà offrire ancor più supporto all’intera rete ordinistica elemento questo fondante del programma che stiamo presentando a tutti i colleghi».

Il rinnovo di un organo così importante ed autorevole non solo per la professione di architetto ma anche per l’indirizzo delle sfide future che attendono il Paese, rappresenta un momento di passaggio su cui porre un accento particolare: «Lo abbiamo scritto con tutti gli altri colleghi che fanno parte della nostra lista – ha spiegato Andrea Roselli – ma ci crediamo fermamente. Serve una piena politica di “confronto preventivo” con un CNAPPC che sia sempre più partecipato. Il Consiglio Nazionale deve tornare a essere lo strumento operativo dei 105 Ordini territoriali, non un superiore gerarchico».

Ma non solo altri obiettivi restano quelli di valorizzare al meglio il ruolo sociale della professione di architetto con l’autorevolezza della categoria che è protagonista delle importanti trasformazioni di questi anni. Ma anche sempre maggiore inclusione, formazione ed aggiornamento con un occhio essenziale ai grandi temi di questo tempo e cioè la cura del territorio e la rigenerazione urbana: «Per me e per il nostro ordine è davvero un onore incredibile e forse un appuntamento storico – ha spiegato Andrea Roselli – siamo più piccoli come numero rispetto a tanti altri territori ma in questi ultimi anni la BAT ha saputo ritagliarsi un ruolo importante sia all’interno che all’esterno grazie alle tantissime iniziative messe in campo in favore della professione tra partecipazione, formazione e segreteria. E speriamo di poter anche esportare questo nostro metodo all’interno del CNAPPC».

BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

“Per i 50 anni di comprovata dedizione, integrità, rigore e pregevole contributo al servizio della cultura architettonica”. E’ questa la motivazione che ha accompagnato una breve ma sentita celebrazione all’interno di Palazzo Covelli a Trani per l’Arch. Giuseppe Lechiancole che ha festeggiato in questo anno il 50esimo anniversario di iscrizione all’Ordine degli Architetti PPC.

L’Arch. Lechiancole è attualmente presidente del Consiglio di Disciplina dell’ordine della provincia di Barletta Andria Trani. Si è laureato al Politecnico di Torino nel 1973 e si è iscritto nel gennaio del 1976 all’ordine professionale che all’epoca era delle province di Bari e Foggia. La sua matricola era la numero 274. Oltre ad esercitare la libera professione nel proprio paese natio, Spinazzola, contribuendone alla crescita, nel biennio 1993-1995 ha svolto il ruolo di consigliere nell’Ordine degli Architetti della Provincia di Bari e per oltre venti anni è stato componente della Commissione parcelle.

Con l’istiuzione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Barletta-Andria-Trani, dal Gennaio 2011, ne è entrato a far parte con matricola n. 7. Nel nuovo ordine ha svolto la funzione di presidente della prima Commissione Compensi e Contratti (2012-2015), ha contribuito alla nascita della prima commissione Previdenza e Assistenza (2015-2019) facendone parte come componente ed ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio di Disciplina nel quadriennio 2015-2019 e tuttora presiede questa commissione.

«E’ sempre attivo alla vita ordinistica anche quando era iscritto all’Ordine di Bari – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT Andrea Roselli – Nell’esercizio professionale è un vero esempio per le nuove generazioni per la dedizione e la passione sconfinata per il lavoro. Insomma sono quanto mai orgoglioso a nome di tutto l’Ordine che ho l’onore e l’onere di presiedere di aver dato una targa ricordo all’arch. Lechiancole per questo traguardo davvero importante per tutti noi».

Alla consegna all’interno di Palazzo Covelli erano presenti le segreterie degli ordini sia della BAT che di Bari ma è stata anche l’occasione per un ideale passaggio di testimone alla più giovane iscritta della sesta provincia pugliese e cioè l’arch. Flavia Bellifemmine di Andria.

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

L’appello: «Tutelare il suolo, rigenerazione urbana e coinvolgimento dei tecnici nelle scelte strategiche»

 

«Gli eventi meteorologici intensi che hanno interessato nella scorsa settimana il territorio della provincia BAT hanno causato la caduta di numerosi alberi, con disagi per la cittadinanza e potenziali rischi per la sicurezza pubblica. Tali episodi non possono essere liquidati come fatalità o conseguenze inevitabili del maltempo, ma rappresentano piuttosto il sintomo evidente di una gestione strutturalmente carente del verde urbano». Ad intervenire sull’argomento è l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della BAT dopo i recenti episodi che hanno visto protagonisti, loro malgrado, dei grandi arbusti nelle città della provincia.

«Le nostre città si dimostrano ancora una volta non resilienti, incapaci di adattarsi e rispondere agli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici. Il verde pubblico continua a essere considerato un elemento accessorio, anziché una vera e propria infrastruttura urbana, che necessita di pianificazione, manutenzione programmata, monitoraggio costante e competenze specialistiche – spiega arch. Dimatteo -Alla cattiva gestione del patrimonio arboreo si affianca una persistente impermeabilizzazione dei suoli, che compromette la naturale capacità del territorio di assorbire le acque meteoriche, aumenta il rischio di allagamenti e indebolisce la stabilità degli apparati radicali degli alberi. La permeabilità del suolo rappresenta invece un valore fondamentale per la sicurezza urbana, la mitigazione climatica e la qualità dello spazio pubblico, e dovrebbe costituire un obiettivo prioritario delle politiche urbanistiche locali».

In questo quadro è sicuramente significativa la Legge Regionale Puglia n. 36 sulla rigenerazione urbana, che promuove il contenimento del consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la rinaturalizzazione degli spazi urbani e il rafforzamento delle infrastrutture verdi. «Tuttavia, tale strumento normativo – dice ancora l’arch. Dimatteo – risulta non adottato dalla maggior parte delle amministrazioni comunali della provincia BAT, perdendo così un’occasione concreta per avviare processi di trasformazione urbana più sostenibili e resilienti. La caduta di alberi maturi è spesso il risultato di decenni di cattiva gestione, potature improprie, assenza di censimenti arborei, mancata valutazione fitostatica e totale assenza di una strategia di lungo periodo. A ciò si aggiunge una cronica mancanza di pianificazione urbanistica integrata».

L’Ordine degli Architetti BAT vuole denunciare con forza, inoltre, la sistematica sottovalutazione del contributo dei tecnici nei processi decisionali. «Professionisti con competenze specifiche in pianificazione, paesaggio, rigenerazione urbana e sostenibilità vengono coinvolti troppo spesso solo per adempiere a obblighi normativi, senza un reale ascolto né un effettivo ruolo nei tavoli di indirizzo politico-amministrativo», conclude l’arch. Marina Dimatteo.

«Richiamo la responsabilità di costruire il futuro valorizzando conoscenza, competenza e visione – ha spiegato anche il Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. BAT Andrea Roselli – Ignorare il sapere tecnico significa rinunciare a guardare più lontano, condannando le nostre città a rincorrere le emergenze anziché prevenirle».

E’ insomma necessario un cambio di paradigma: «tutelare il suolo come risorsa non rinnovabile, adottare strumenti di rigenerazione urbana già disponibili e coinvolgere in modo sostanziale e continuativo i tecnici nelle scelte strategiche. Solo così sarà possibile costruire città più sicure, permeabili, resilienti e orientate al benessere collettivo».

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Un’occasione di confronto e dialogo ma soprattutto un modo per rappresentare il lavoro svolto a livello formativo e sociale sul territorio. E’ stato questo l’obiettivo primario della partecipazione dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT ad ARKEDA 2025, la manifestazione dedicata proprio ad architettura, edilizia e design ospitata all’interno della mostra d’Oltremare di Napoli. Nello scorso weekend i rappresentanti dell’Ordine provinciale degli Architetti guidati dal Presidente arch. Andrea Roselli, hanno partecipato ad ARKEDA con uno stand ma soprattutto con due qualificate presentazioni. La prima svolta dall’arch. Claudia Marciano consigliere delegato della Commissione Comunicazione e dall’arch. Domenico Tritto consigliere delegato Cultura e Pari Opportunità, dedicata a tutti gli eventi formativi svolti annualmente gratuitamente per i suoi iscritti e per il territorio dall’Ordine tra Lectio Magistralis con Archistar internazionali alle attività di presentazione pratiche sino alle novità normative ed alle azioni dedicate al futuro. E poi la seconda dedicata invece alla prima edizione del Torneo Nazionale di Tennis dell’Ordine degli Architetti che si svolgerà a Trani all’interno dello Sporting Club dal 22 al 27 giugno 2026. L’ArchiCup è un’iniziativa che nasce con l’intento di rafforzare il senso di comunità tra i professionisti e di promuovere uno stile di vita salutare e inclusivo. La presentazione di questo primo evento che vedrà anche workshop ed altri eventi formativi è stata affidata al Presidente Andrea Roselli.

«La partecipazione ad Arkeda ha rappresentato un’importante occasione di confronto e dialogo con il panorama nazionale dell’architettura – ha spiegato l’arch. Andrea Roselli – Un sentito ringraziamento all’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli per l’invito e la cordiale accoglienza, e a tutti gli Ordini presenti per il prezioso networking che si è creato durante le tre giornate».

A Canosa un patrimonio da 14mila ettari paesaggistico e rurale: obiettivo protezione e valorizzazione

A Canosa un patrimonio da 14mila ettari paesaggistico e rurale: obiettivo protezione e valorizzazione

Non solo una città tra le più importanti in Italia a livello archeologico ma anche un territorio da valorizzare per la sua importante identità del paesaggio rurale. Due momenti importanti quelli di ieri a Canosa di Puglia, città che ora punta a candidare una porzione del territorio comunale all’Elenco Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Una porzione importante formata da circa 14mila ettari di area periurbana che possa valorizzare appieno la matrice identitaria del territorio canosino con il suo paesaggio agrario storico formato anche da architetture rurali ed un sistema importante materiale di calcarenite. Una candidatura nata grazie all’adeguamento del PUG (Piano Urbanistico Generale) al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) che pone Canosa tra le prime città della BAT ad averlo realizzato. Un progetto nato dalla spinta propulsiva non solo dell’amministrazione comunale ma anche della condivisione con la sezione canosina di Italia Nostra e soprattutto il coinvolgimento degli ordini professionali di Architetti ed Ingegneri della BAT.

«È un’opportunità, perché il territorio di Canosa è vasto e poco antropizzato – ha spiegato la vice presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Marina Dimatteo – Queste aree essendo così estese hanno delle peculiarità diverse fra loro e quindi gli interventi che si possono effettuare o meno sono diversi uno dall’altro. La candidatura è uno degli esiti più tangibili dell’operazione di adeguamento del PUG al PPTR. Quello che è stato fatto dal gruppo che ha curato l’adeguamento è un lavoro molto attento dal punto di vista della valorizzazione paesaggistica, quindi non è un mero adeguamento normativo, ma ha una sensibilità diversa. Si può parlare di un vero e proprio piano strategico dove ad ogni area individuata, con sue specifiche peculiarità, sono state date delle direttive anche progettuali, perché un paesaggio per essere valorizzato ha bisogno anche di minimi interventi mentre nel momento in cui si ha una tutela stretta dove non si può fare nessun intervento – ha concluso l’arch. Dimatteo – molto spesso ci si spinge verso l’abbandono e anche verso il degrado del territorio, quindi attraverso questo strumento urbanistico si ha la possibilità di dare delle direttive concrete e soprattutto che possano portare a uno sviluppo sostenibile del territorio».

Ieri mattina un sopralluogo con tutte le parti in causa presso l’area cosiddetta della Murgetta, quella che si punta a candidare in questo speciale elenco istituito da qualche anno presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Nel pomeriggio, poi, un incontro pubblico ed una tavola rotonda all’interno del foyer del Teatro “Lembo”. Dopo i saluti istituzionali portati dai vari enti coinvolti (per l’Ordine degli Architetti BAT la vice presidente arch. Marina Dimatteo), c’è stata l’introduzione dell’arch. Mauro Iacoviello Dirigente del settore III del Comune di Canosa e poi i qualificati interventi del Prof. Leonardo Di Mauro Docente di Storia dell’Architettura all’università degli Studi di Napoli “Federico II”, di Pasquale Ieva studioso della città e dell’arch. Vincenzo Lasorella Dirigente della sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia. Per l’idea della candidatura importante anche il coinvolgimento di uno dei giovani architetti del territorio e cioè Fabio Bruno. Le conclusioni sono state affidate alla Prof.ssa Cristina Saccinto Assessore alla Cultura del Comune di Canosa.

«Per la prima volta il focus dell’attenzione non è più soltanto sull’archeologia – ha spiegato la prof.ssa Saccinto – per cui Canosa non va soltanto raccontata dal punto di vista archeologico e storico ma anche dal punto di vista paesaggistico. Per questo un territorio che si racconta attraverso il paesaggio, il paesaggio narra la storia, l’identità di un territorio, un vissuto, un vissuto legato anche alla produzione e quindi all’attività agricola, masserie, aziende agricole».

L’iniziativa è stata un primo momento pubblico di approfondimento sui contenuti della candidatura ed un’occasione per presentare i risultati preliminari del processo di adeguamento pianificatorio, all’interno di una cornice culturale che richiama i temi del Grand Tour e quindi dei primi vagiti del turismo a partire dal 1700, della rigenerazione del paesaggio rurale e della continuità storica tra territorio, comunità e progetto.

Adeguamento del PRG al PPTR ad Andria e digitalizzazione del PRG, Ordine degli Architetti: «Bene il tavolo tecnico»

Adeguamento del PRG al PPTR ad Andria e digitalizzazione del PRG, Ordine degli Architetti: «Bene il tavolo tecnico»

«La direzione è quella giusta: creare un tavolo tecnico con tutti gli ordini professionali e cioè Architetti, Ingegneri e Geometri oltre ad associazioni ed enti così da poter discutere tutti assieme sia sul percorso di adeguamento del PRG comunale al PPTR regionale che sul percorso di digitalizzazione dello stesso Piano Regolatore Generale».

La soddisfazione dell’arch. Sabino Aniello, Segretario dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT dopo l’iniziativa del Comune di Andria. Negli scorsi giorni, infatti, la partecipazione ad un incontro convocato per discutere di questa tematica. Un incontro da cui è emersa la necessità di istituire rapidamente un tavolo tecnico per completare «un processo che è molto specifico ma che incide sulla vita dei cittadini, sul lavoro dei professionisti e sullo sviluppo futuro della città» come ha spiegato ancora l’arch. Sabino Aniello. «Il coinvolgimento dei professionisti del settore e quindi degli ordini professionali è fondamentale così come avvenuto anche in altre città che si stanno avviando a chiudere una fase complessa come questa. In particolare la digitalizzazione del Piano Regolatore Generale di Andria è un elemento che potrà snellire moltissimo diverse procedure mentre dobbiamo lavorare assieme anche alle osservazioni da proporre in Regione per il tramite dell’ente comunale in questo percorso di adeguamento alle norme del PPTR».

Premio per un progetto di 5 neo laureate del Poliba, il plauso dell’Ordine degli Architetti BAT

Premio per un progetto di 5 neo laureate del Poliba, il plauso dell’Ordine degli Architetti BAT

Un plauso arriva dall’Ordine degli Architetti della BAT a cinque neo laureate per un progetto dal titolo “Identità portoghese e sperimentale innovazione nel quartiere di Chelas a Lisbona” segnalato al SACU 2025 (Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana di Camerino). Le autrici del riconoscimento sono tutte neo laureate al Politecnico di Bari: Annalisa Aniello (Andria), Roberta Baglivo (Bari), Luana Baldini (Bisceglie), Valeria Dibenedetto (Mola di Bari) e Ilaria Impagnatiello (Maschito – Potenza). Relatore e referente Poliba il prof. Matteo Ieva.

L’edizione XXXV del premio ha visto circa 150 partecipanti tra architetti, docenti, relatori, professionisti, laureati, studenti, provenienti da Italia, Egitto, Centro Africa, Penisola Iberica, Nord Europa, America Latina. Sono stati 52 i progetti presenti in catalogo e tra questi anche quello delle neo laureate del Politecnico Barese. L’edizione 2025, svoltasi nelle scorse settimane presso l’Università di Camerino, si è misurata sul tema, “L’Architettura e i luoghi” per riflettere e per indagare su nuovi possibili percorsi.

Lo stage di un mese delle cinque studentesse nella città lusitana ha permesso di eseguire uno studio accurato sull’architettura storica e moderna della città e di comprenderne i caratteri della costruzione nelle diverse fasi evolutive. È da questi che ha preso criticamente le mosse l’ipotesi progettuale sviluppata con la Tesi, presentata alla XXXV edizione del Seminario Internazionale di Camerino.

«Siamo davvero felici di mettere in evidenza queste giovani leve che cominciano già a dare un segno importante e tangibile della loro presenza sul territorio – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Andrea Roselli – Due in particolare, l’arch. Aniello e l’arch. Baldini, saranno a breve nostre iscritte. A loro ed a tutte le altre neo laureate che hanno partecipato a questo importante progetto il nostro plauso ed il nostro grazie perchè sono energie nuove che danno lustro e visione nella nostra professione».