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Aree Interne, dalla Fiera del Levante una proposta unitaria degli architetti per “Tutta la Puglia”

Aree Interne, dalla Fiera del Levante una proposta unitaria degli architetti per “Tutta la Puglia”

In rete il Manifesto dell’architettura pugliese per la rigenerazione del territorio firmato dagli Ordini professionali provinciali

La proposta, contenuta nel Manifesto dell’Architettura Pugliese per la rigenerazione del territorio, è quella di rafforzare la capacità degli enti locali di trasformare la strategia regionale sulle aree interne in progetti concreti.

Una proposta unitaria portata dall’Ordine degli Architetti PPC di Bari alla Regione Puglia, insieme agli OAPPC di BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, presentata nell’ambito di “Tutta la Puglia”, all’interno degli incontri tematici organizzati dalla regione e Puglia. A rappresentare gli Ordini pugliesi c’erano gli architetti Maria Cornacchia (OAPPC Bari) e Claudia Marciano (OAPPC BAT).

Al centro della proposta, i processi di co-pianificazione e co-progettazione, per mettere competenze tecniche e amministrazioni intorno allo stesso tavolo. L’obiettivo chiaro è quello di offrire un contributo concreto alla costruzione di strategie territoriali integrate, fondate sulla qualità del progetto con valorizzazione dell’esistente ma anche tutela del paesaggio e rafforzamento dei servizi e degli spazi pubblici.

Gli Ordini potranno naturalmente svolgere un ruolo di supporto tecnico, culturale e metodologico alla programmazione regionale e locale, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari, conoscenza dei territori e capacità di tradurre i fabbisogni delle comunità in progetti sostenibili e realizzabili.

Ai Dialoghi di Trani al via il ciclo di incontri dell’Ordine degli Architetti BAT: si parte con l’abitare la complessità del paesaggio

Ai Dialoghi di Trani al via il ciclo di incontri dell’Ordine degli Architetti BAT: si parte con l’abitare la complessità del paesaggio

Appuntamento con l’arch. Mauro Iacoviello ed il suo studio su Canosa di Puglia a Palazzo Covelli a Trani a partire dalle ore 17

Un racconto verosimile sui blocchi megalitici in calcarenite di Canosa, frammenti per un processo di rigenerazione urbana e territoriale. E’ quanto sarà analizzato questo pomeriggio, giovedì 17 settembre a partire dalle ore 17, all’interno di Palazzo Covelli grazie all’evento organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT nell’ambito della XXV^ edizione de “I Dialoghi di Trani”. Abitare la complessità del paesaggio il tema con l’analisi del caso studio di Canosa di Puglia tra memoria, materia, paesaggio e rigenerazione. In particolare l’evento punta a presentare il volume scritto dall’arch. Mauro Iacoviello ed edito da Adda dal titolo “Blocchi erranti. Verosimile racconto sui blocchi “megalitici” in calcarenite di Canosa, frammenti per un processo di rigenerazione urbana e territoriale”.

Un confronto multidisciplinare che part proprio dal territorio di Canosa per esplorare le possibilità offerte dai frammenti della città al progetto contemporaneo. Il frammento non è soltanto ciò che resta come spiega l’arch. Mauro Iacoviello ma anche ciò da cui il progetto può ricominciare. La complessità in questo processo non coincide con l’accumulo di temi o elementi isolati bensì con la capacità di riconoscere ciò che li tiene assieme.

Dopo i saluti istituzionali con il presidente dell’Ordine Architetti BAT Andrea Roselli e della Direttrice artistica de I Dialoghi di Trani Rosanna Gaeta, ci sarà l’apertura dei lavori a cura di Roberto Armiento coordinatore del dialogo. L’origine del libro con l’arch. Mauro Iacoviello e poi cinque letture per comporre il libro attraversato da prospettive diverse. La frontiera con Mariavaleria Mininni ed i margini come luoghi di progetti, poi la materia con Marcello Schiattarella e la pietra prima della città, a seguire lo sguardo con Leonardo Di Mauro e quando la rovina diventa racconto. Ancora la comunità con Enrico Fraccacreta e la memoria quotidiana della pietra ed infine il progetto con Fabio Mucilli che analizzerà dal frammento al piano.

L’anastilosi, lo studio e la consapevolezza: ecco il restauro dei monumenti antichi nella formazione degli Architetti BAT

L’anastilosi, lo studio e la consapevolezza: ecco il restauro dei monumenti antichi nella formazione degli Architetti BAT

Evento organizzato a Palazzo Covelli dall’Ordine con la presenza della Soprintendente arch. Anita Guarnieri

Ricomporre pezzo dopo pezzo, frammento dopo frammento antichi monumenti colpiti dal degrado del tempo recuperandone realmente la forma originaria ed inserendoli nei contesti spesso divenuti urbani delle città. Si chiama anastilosi ed è una tecnica di restauro di cui si è parlato in un seminario organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT promosso dalla Commissione Cultura e Pari Opportunità con un obiettivo semplice ma chiaro: mettere attorno ad un tavolo la Sprintendenza, l’Università con il Politecnico e la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, sino ai professionisti che operano sul campo tutti giorni e cioè gli Architetti così da poter lavorare assieme e formarsi su quelle che sono le tecniche e gli esempi di sfide passate e future per conservare un patrimonio meraviglioso come quello Italiano. Un seminario che ha permesso quindi di approfondire la ricerca storico-critica e le pratiche di conservazione del patrimonio architettonico grazie ai tanti qualificati interventi a partire dall’arch. Anita Guarnieri, Direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia e Soprintendente ad interim della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani. E’ stata la sua preziosa relazione a dare importanti spunti per un lavoro essenziale di coordinamento tra professionisti e Soprintendenza che nella BAT può contare su una importante collaborazione volta a tutelare il prezioso patrimonio storico-architettonico presente: “La nostra storia è la nostra mamma – ha spiegato nel suo intervento la Presidente della Commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti PPC BAT arch. Francesca Onesti – se non si conosce il passato il futuro è molto incerto e anche discutibile, come purtroppo vediamo spesso nelle periferie delle nostre città. E questo rapporto è per noi essenziale soprattutto con la Soprintendenza, in questo caso con la fondamentale presenza dell’arch. Guarnieri, ma anche con la scuola di specializzazione per quel che concerne la formazione dei futuri professionisti che poi saranno colleghi in grado di operare nel rispetto di tutti i canoni previsti ma soprattuto con coscienza e consapevolezza come è giusto che sia per lavorare su un patrimonio così meraviglioso come quello che dobbiamo insieme tutelare”.

Le conclusioni sono state affidate al prof. Nicola Martinelli Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari ma il cuore del seminario sono state le relazioni delle professoresse Monica Livadiotti e Valentina Santoro, docenti rispettivamente di Storia dell’Architettura e di Restauro dei Monumenti presso il Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design del Politecnico di Bari. Attraverso il dialogo tra le due discipline, le relatrici hanno ripercorso alcuni significativi casi di studio del Novecento e hanno presentato esperienze maturate direttamente sul campo, in Italia e all’estero: “Questa provincia è una provincia a cui tengo molto perchè ha un patrimonio molto ricco e soprattutto monumentale – ha spiegato l’arch. Santoro – Su questo territorio per esempio negli ultimi anni abbiamo fatto un lavoro importante di concertazione in questi 4 anni e mezzo tra amministrazioni pubbliche e tecnici del territorio. L’obiettivo è lavorare assieme non dando semplici prescrizioni su come intervenire o migliorare i progetti proposti, ma sedendoci attorno ad un tavolo e cercando di affrontare in modo congiunto la risoluzione dei problemi. L’importanza del patrimonio è tanta ed è anche ben nota, però è importante sapere che per poter lavorare bene anche in maniera consapevole su questo nostro patrimonio, per poterlo tramandare al futuro, bisogna conoscere e studiare l’importanza della storia, della storia dei monumenti, della storia del territorio ed anche lavorare in maniera sinergica con tutti gli attori e con la comunità”.

“La ricerca storica è alla base dell’applicazione tecnica – ha spiegato l’arch. Liviadotti – specialmente per quanto riguarda l’architettura antica. Noi siamo spesso in presenza di edifici allo stato di rudere, che sono stati a loro volta deprendati, sono diventati cava di materiale da costruzione. Grazie all’anastilosi, per esempio, e con un grande lavoro di concerto, noi storici ed architetti cerchiamo di raccogliere tutti i dati che possiamo ancora recuperare per ricostruire prima di tutto graficamente l’immagine, un lungo lavoro di conoscenza del monumento che deve essere alla base di qualunque progetto di restauro. Progetti che poi devono essere consapevoli e di grande attenzione”.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio continuare ad ospitare eventi di così importante portata – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT arch. Andrea Roselli – mi preme ringraziare tutti i relatori ed in particolare la Soprintendente arch. Guarnieri che ci onora spesso della sua presenza essenziale per costruire un ponte efficace formativo tra il nostro lavoro quotidiano e le direttive sul contesto di salvaguardia del nostro patrimonio. La formazione è per noi il primo asse fondamentale per lavorare su di un territorio che tutti assieme dobbiamo proteggere e valorizzare attraverso bellezza, consapevolezza e contesto”.

Il contratto nelle opere private è un obbligo deontologico della professione: la proposta dell’Ordine degli Architetti BAT

Il contratto nelle opere private è un obbligo deontologico della professione: la proposta dell’Ordine degli Architetti BAT

Evento formativo a Palazzo Covelli organizzato in collaborazione con il Consiglio Disciplina dell’Ordine

Formare ed informare su di un tema tecnico ma che investe più che da vicino la professione, considerato che si parla di contrattualistica con i privati. Un obbligo deontologico prima ma anche morale poi come spiegato nel corso di uno degli appuntamenti formativi organizzati dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT a Trani all’interno di Palazzo Covelli.

«L’obbligo del contratto è un obbligo deontologico, per cui l’assenza del contratto in un rapporto con i privati è una violazione deontologica – ha spiegato l’arch. Francesco Giordano componente della commissione Compensi e Contratti dell’Ordine degli Architetti BAT – Quindi è fondamentale scrivere bene il contratto, rapportarlo correttamente alle prestazioni che sono state richieste e quindi concluderlo, finalizzarlo. Ovviamente ci aspettiamo che venga finalizzato positivamente nell’esecuzione. Non c’è ovviamente un modello di contratto che ci impone il Consiglio Nazionale e quindi di conseguenza noi abbiamo molto spesso l’imbarazzo di come valutarlo, perché essendo libero troviamo una forma diversa dall’altra. La proposta che noi avanziamo è quella di unificarlo, cercare di trovare una forma che sia intelligibile, che ognuno possa adottare e quindi rendere il compito delle commissioni più semplice».

Ed è questa la proposta che è partita proprio dall’Ordine degli Architetti PPC della BAT e da questo convegno introdotto dal presidente dell’Ordine Architetti PPC BAT l’arch. Andrea Roselli e che ha visto la partecipazione anche dell’avv. Nicola Pignatelli esperto di contrattualistica e che ha parlato degli aspetti civilistici del contratto di prestazione d’opera oltre all’arch. Vincenzo Lechiancole (componente Commissione Compensi e Contratti dell’Ordine) che ha parlato della determinazione del compenso in via preventiva. Particolarmente qualificati anche gli interventi del presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT arch. Giuseppe Lechiancole e dell’arch. Mimì Crescente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine Architetti BAT sull’obbligo deontologico del contratto professionale:

«Il consiglio di disciplina è chiamato a vigilare sulla deontologia professionale di tutti gli iscritti – ha detto l’arch. Giuseppe Lechiancole – Il tema odierno che investe appunto il rapporto con la committenza privata è sottoposto a questo controllo ideale da parte del consiglio di disciplina per l’aspetto deontologico e l’eventuale violazione rende poi obbligatoria una sanzione che, in prima battuta, può essere molto lieve ma se c’è la recidiva è chiaro che poi si arriva persino alla sospensione e cancellazione».

«Abbiamo cercato di far diventare questo convegno veramente interessante – ha spiegato l’arch. Mimì Crescente – per dimostrare ai colleghi che, applicandosi prima sulla costruzione di un contratto scritto, così come obbliga il Codice di Disciplina, si trovano poi con uno scudo che li garantisce rispetto ad eventuali clienti cattivi e questo scudo ha la caratteristica anche di essere moralmente giusto, cioè etico».

L’estimo classico nell’era dell’intelligenza artificiale: «Un ausilio ma resta determinante il giudizio del valutatore»

L’estimo classico nell’era dell’intelligenza artificiale: «Un ausilio ma resta determinante il giudizio del valutatore»

Evento organizzato dall’Ordine degli Architetti BAT su di un tema complesso ma essenziale per la professione

Il giudizio del valutatore e dell’esperto resta, nonostante gli aggiornamenti tecnologici, un passaggio essenziale nell’analisi di fattibilità e nei giudizi di stima nel cosiddetto estimo. E’ stata una delle conclusioni del convegno organizzato a Trani a Palazzo Covelli dall’Ordine degli Architetti BAT con la partecipazione di diversi professionisti del settore.

«Abbiamo cercato un po’ di fare l’esegesi della disciplina estimativa per andare a perimetrare la stima e a vedere comunque che i procedimenti di stima classici, afferenti all’estimo classico, sono tutt’oggi ancora robusti, attuali ed utili in determinati contesti e situazioni – ha spiegato la prof.ssa arch. Debora Anelli, ricercatrice e docente di Estimo presso l’Università La Sapienza di Roma – Chiaramente quando subentra o un’estensione territoriale con fenomeni urbani più complessi o un’eterogeneità di dati da dover gestire anche in termini di mole e dal punto di vista computazionale, cerchiamo chiaramente di integrare lo sviluppo tecnologico e l’intelligenza artificiale in termini strumentali».

L’evento ha rappresentato un’occasione di aggiornamento e confronto su metodologie di valutazione economica sempre più integrate con le tecnologie digitali e i modelli predittivi.

«Questa iniziativa è nata dal fatto che l’estimo non è puramente una disciplina a sé stante, bensì è una disciplina che può essere e deve essere integrata in tutte le fasi della progettazione – ha spiegato la dott.ssa Francesca Fariello dottoranda in Estimo e Valutazione presso “La Sapienza” di Roma e membro della Commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti BAT – Obiettivo è quello di mirare il progetto verso delle decisioni orientate e giuste dal punto di vista qualitativo e quantitativo».

Nel corso dell’evento diversi gli interventi tra cui quello del prof. arch. Matteo Ieva con un interessante dibattito finale su di un tema particolarmente importante. Nel corso del convegno presentati anche diversi esempi pratici nei metodi di valutazione.

«Ho mostrato, come esempio – ha spiegato l’arch. Emma Sabatelli dottore di ricerca in Estimo e Valutazione presso La Sapienza di Roma – Un metodo di valutazione per fenomeni complessi utilizzando quello del degrado urbano come esempio di fenomeno multidimensionale e multidisciplinare che in qualche modo interessa oggi la città contemporanea dal punto di vista sia quantitativo, qualitativo e anche spaziale».

 

L’architettura del paesaggio protagonista a Trani a Palazzo Covelli con l’arch. Gerardo Sassano

L’architettura del paesaggio protagonista a Trani a Palazzo Covelli con l’arch. Gerardo Sassano

Evento formativo organizzato dall’Ordine degli Architetti BAT. Ospite il Presidente dell’Ordine di Potenza

«La nazione delle piante non ha confini, ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione». E’ l’articolo 7 della cosiddetta Costituzione della Nazione delle Piante immaginata dallo scienziato di fama internazionale qualche anno fa Stefano Mancuso. Un concetto con cui ha voluto iniziare la sua relazione l’arch. Gerardo Sassano Presidente dell’Ordine degli Architetti di Potenza nonchè tra i soci fondatori di Volumezero S/XL ospite dell’Ordine degli Architetti BAT a Palazzo Covelli a Trani per una serata di formazione in cui tanti sono stati i piccoli e grandi progetti presentati per raccontare la necessaria lentezza della trasformazione del paesaggio in un contesto in cui la “rigenerazione urbana” investe in tante forme lo spazio pubblico.

«Già il nome indica che non lavoriamo su volumi ma su superfici – ha spiegato l’arch. Sassano – un lavoro che è legato allo spazio pubblico, per restituire le città alle persone con l’obiettivo di lavorare costantemetne sulla sottrazione di superfici impermeabili per riportare appunto la natura all’interno delle città».

L’arch. Sassano è un paesaggista tra i più importanti del mezzogiorno e nella sua relazione tanti sono stati gli spunti ed i progetti mostrati che riguardano anche la rigenerazione urbana: «E’ un tema spesso abusato – ha spiegato ancora l’arch. Sassano – però la rigenerazione urbana riguarda tanti temi, tra cui anche la parte legata al sociale, quindi a riportare le persone nello spazio pubblico, a restituire una qualità dello spazio pubblico, quindi non soltanto lavorare con gli edifici, ma lavorare con tutto ciò che è città e quindi anche quello che è tra gli edifici».

Esempi lampanti sono stati quelli del cosiddetto “Serpentone” di Potenza o delle zone al di sotto del Ponte Musumeci sempre nella città capoluogo lucana. Ma tanti sono stati anche i progetti temporanei che hanno coinvolto non solo l’architettura ma anche la cultura per la riqualificazione degli spazi come quello alla centrale del latte di Potenza. Tanti spunti di riflessione introdotti dalla relazione del consigliere dell’Ordine degli Architetti BAT Marco Stigliano e dal Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Andrea Roselli: «Paesaggio che oggi è una parola spesso usata, ma molto spesso non praticata – ha spiegato l’arch. Roselli – avere architetti paesaggisti che fanno specificatamente questo, per noi è un onore e soprattutto un piacere ascoltare chi nel mondo dell’architettura riesce a lavorare specificatamente sul paesaggio e sul territorio non costruito».

Rinnovo del Consiglio Nazionale Architetti, tra i candidati c’è l’arch. Andrea Roselli presidente Ordine BAT

Rinnovo del Consiglio Nazionale Architetti, tra i candidati c’è l’arch. Andrea Roselli presidente Ordine BAT

Presente nella lista “Next_A”: «Riconoscimento importante per la rappresentanza territoriale. Fondamentale il supporto dai consigli degli ordini di tutta Italia»

«Sarà fondamentale il supporto che sta arrivando dai consigli degli ordini di tutta Italia per veder riconosciuto un importante ruolo di rappresentanza territoriale anche partendo da un Ordine più piccolo e relativamente giovane». Orgoglio ma anche tanta responsabilità nelle parole del Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Barletta Andria Trani, Andrea Roselli, sulla sua candidatura nella lista “Next_A” alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Architetti del prossimo 16 marzo. «Il nostro gruppo rappresenta l’Italia intera da Trento a Messina passando per Sassari e la piccola BAT – ha spiegato Andrea Roselli – l’obiettivo è che il CNAPPC sia di tutti oltre che la partecipazione diritto garantito per ogni Ordine. Il Consiglio Nazionale dovrà offrire ancor più supporto all’intera rete ordinistica elemento questo fondante del programma che stiamo presentando a tutti i colleghi».

Il rinnovo di un organo così importante ed autorevole non solo per la professione di architetto ma anche per l’indirizzo delle sfide future che attendono il Paese, rappresenta un momento di passaggio su cui porre un accento particolare: «Lo abbiamo scritto con tutti gli altri colleghi che fanno parte della nostra lista – ha spiegato Andrea Roselli – ma ci crediamo fermamente. Serve una piena politica di “confronto preventivo” con un CNAPPC che sia sempre più partecipato. Il Consiglio Nazionale deve tornare a essere lo strumento operativo dei 105 Ordini territoriali, non un superiore gerarchico».

Ma non solo altri obiettivi restano quelli di valorizzare al meglio il ruolo sociale della professione di architetto con l’autorevolezza della categoria che è protagonista delle importanti trasformazioni di questi anni. Ma anche sempre maggiore inclusione, formazione ed aggiornamento con un occhio essenziale ai grandi temi di questo tempo e cioè la cura del territorio e la rigenerazione urbana: «Per me e per il nostro ordine è davvero un onore incredibile e forse un appuntamento storico – ha spiegato Andrea Roselli – siamo più piccoli come numero rispetto a tanti altri territori ma in questi ultimi anni la BAT ha saputo ritagliarsi un ruolo importante sia all’interno che all’esterno grazie alle tantissime iniziative messe in campo in favore della professione tra partecipazione, formazione e segreteria. E speriamo di poter anche esportare questo nostro metodo all’interno del CNAPPC».

BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

“Per i 50 anni di comprovata dedizione, integrità, rigore e pregevole contributo al servizio della cultura architettonica”. E’ questa la motivazione che ha accompagnato una breve ma sentita celebrazione all’interno di Palazzo Covelli a Trani per l’Arch. Giuseppe Lechiancole che ha festeggiato in questo anno il 50esimo anniversario di iscrizione all’Ordine degli Architetti PPC.

L’Arch. Lechiancole è attualmente presidente del Consiglio di Disciplina dell’ordine della provincia di Barletta Andria Trani. Si è laureato al Politecnico di Torino nel 1973 e si è iscritto nel gennaio del 1976 all’ordine professionale che all’epoca era delle province di Bari e Foggia. La sua matricola era la numero 274. Oltre ad esercitare la libera professione nel proprio paese natio, Spinazzola, contribuendone alla crescita, nel biennio 1993-1995 ha svolto il ruolo di consigliere nell’Ordine degli Architetti della Provincia di Bari e per oltre venti anni è stato componente della Commissione parcelle.

Con l’istiuzione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Barletta-Andria-Trani, dal Gennaio 2011, ne è entrato a far parte con matricola n. 7. Nel nuovo ordine ha svolto la funzione di presidente della prima Commissione Compensi e Contratti (2012-2015), ha contribuito alla nascita della prima commissione Previdenza e Assistenza (2015-2019) facendone parte come componente ed ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio di Disciplina nel quadriennio 2015-2019 e tuttora presiede questa commissione.

«E’ sempre attivo alla vita ordinistica anche quando era iscritto all’Ordine di Bari – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT Andrea Roselli – Nell’esercizio professionale è un vero esempio per le nuove generazioni per la dedizione e la passione sconfinata per il lavoro. Insomma sono quanto mai orgoglioso a nome di tutto l’Ordine che ho l’onore e l’onere di presiedere di aver dato una targa ricordo all’arch. Lechiancole per questo traguardo davvero importante per tutti noi».

Alla consegna all’interno di Palazzo Covelli erano presenti le segreterie degli ordini sia della BAT che di Bari ma è stata anche l’occasione per un ideale passaggio di testimone alla più giovane iscritta della sesta provincia pugliese e cioè l’arch. Flavia Bellifemmine di Andria.

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

L’appello: «Tutelare il suolo, rigenerazione urbana e coinvolgimento dei tecnici nelle scelte strategiche»

 

«Gli eventi meteorologici intensi che hanno interessato nella scorsa settimana il territorio della provincia BAT hanno causato la caduta di numerosi alberi, con disagi per la cittadinanza e potenziali rischi per la sicurezza pubblica. Tali episodi non possono essere liquidati come fatalità o conseguenze inevitabili del maltempo, ma rappresentano piuttosto il sintomo evidente di una gestione strutturalmente carente del verde urbano». Ad intervenire sull’argomento è l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della BAT dopo i recenti episodi che hanno visto protagonisti, loro malgrado, dei grandi arbusti nelle città della provincia.

«Le nostre città si dimostrano ancora una volta non resilienti, incapaci di adattarsi e rispondere agli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici. Il verde pubblico continua a essere considerato un elemento accessorio, anziché una vera e propria infrastruttura urbana, che necessita di pianificazione, manutenzione programmata, monitoraggio costante e competenze specialistiche – spiega arch. Dimatteo -Alla cattiva gestione del patrimonio arboreo si affianca una persistente impermeabilizzazione dei suoli, che compromette la naturale capacità del territorio di assorbire le acque meteoriche, aumenta il rischio di allagamenti e indebolisce la stabilità degli apparati radicali degli alberi. La permeabilità del suolo rappresenta invece un valore fondamentale per la sicurezza urbana, la mitigazione climatica e la qualità dello spazio pubblico, e dovrebbe costituire un obiettivo prioritario delle politiche urbanistiche locali».

In questo quadro è sicuramente significativa la Legge Regionale Puglia n. 36 sulla rigenerazione urbana, che promuove il contenimento del consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la rinaturalizzazione degli spazi urbani e il rafforzamento delle infrastrutture verdi. «Tuttavia, tale strumento normativo – dice ancora l’arch. Dimatteo – risulta non adottato dalla maggior parte delle amministrazioni comunali della provincia BAT, perdendo così un’occasione concreta per avviare processi di trasformazione urbana più sostenibili e resilienti. La caduta di alberi maturi è spesso il risultato di decenni di cattiva gestione, potature improprie, assenza di censimenti arborei, mancata valutazione fitostatica e totale assenza di una strategia di lungo periodo. A ciò si aggiunge una cronica mancanza di pianificazione urbanistica integrata».

L’Ordine degli Architetti BAT vuole denunciare con forza, inoltre, la sistematica sottovalutazione del contributo dei tecnici nei processi decisionali. «Professionisti con competenze specifiche in pianificazione, paesaggio, rigenerazione urbana e sostenibilità vengono coinvolti troppo spesso solo per adempiere a obblighi normativi, senza un reale ascolto né un effettivo ruolo nei tavoli di indirizzo politico-amministrativo», conclude l’arch. Marina Dimatteo.

«Richiamo la responsabilità di costruire il futuro valorizzando conoscenza, competenza e visione – ha spiegato anche il Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. BAT Andrea Roselli – Ignorare il sapere tecnico significa rinunciare a guardare più lontano, condannando le nostre città a rincorrere le emergenze anziché prevenirle».

E’ insomma necessario un cambio di paradigma: «tutelare il suolo come risorsa non rinnovabile, adottare strumenti di rigenerazione urbana già disponibili e coinvolgere in modo sostanziale e continuativo i tecnici nelle scelte strategiche. Solo così sarà possibile costruire città più sicure, permeabili, resilienti e orientate al benessere collettivo».

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Un’occasione di confronto e dialogo ma soprattutto un modo per rappresentare il lavoro svolto a livello formativo e sociale sul territorio. E’ stato questo l’obiettivo primario della partecipazione dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT ad ARKEDA 2025, la manifestazione dedicata proprio ad architettura, edilizia e design ospitata all’interno della mostra d’Oltremare di Napoli. Nello scorso weekend i rappresentanti dell’Ordine provinciale degli Architetti guidati dal Presidente arch. Andrea Roselli, hanno partecipato ad ARKEDA con uno stand ma soprattutto con due qualificate presentazioni. La prima svolta dall’arch. Claudia Marciano consigliere delegato della Commissione Comunicazione e dall’arch. Domenico Tritto consigliere delegato Cultura e Pari Opportunità, dedicata a tutti gli eventi formativi svolti annualmente gratuitamente per i suoi iscritti e per il territorio dall’Ordine tra Lectio Magistralis con Archistar internazionali alle attività di presentazione pratiche sino alle novità normative ed alle azioni dedicate al futuro. E poi la seconda dedicata invece alla prima edizione del Torneo Nazionale di Tennis dell’Ordine degli Architetti che si svolgerà a Trani all’interno dello Sporting Club dal 22 al 27 giugno 2026. L’ArchiCup è un’iniziativa che nasce con l’intento di rafforzare il senso di comunità tra i professionisti e di promuovere uno stile di vita salutare e inclusivo. La presentazione di questo primo evento che vedrà anche workshop ed altri eventi formativi è stata affidata al Presidente Andrea Roselli.

«La partecipazione ad Arkeda ha rappresentato un’importante occasione di confronto e dialogo con il panorama nazionale dell’architettura – ha spiegato l’arch. Andrea Roselli – Un sentito ringraziamento all’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli per l’invito e la cordiale accoglienza, e a tutti gli Ordini presenti per il prezioso networking che si è creato durante le tre giornate».