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BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

BAT, 50 anni di iscrizione all’Ordine degli Architetti: «Un vero esempio per le nuove generazioni»

“Per i 50 anni di comprovata dedizione, integrità, rigore e pregevole contributo al servizio della cultura architettonica”. E’ questa la motivazione che ha accompagnato una breve ma sentita celebrazione all’interno di Palazzo Covelli a Trani per l’Arch. Giuseppe Lechiancole che ha festeggiato in questo anno il 50esimo anniversario di iscrizione all’Ordine degli Architetti PPC.

L’Arch. Lechiancole è attualmente presidente del Consiglio di Disciplina dell’ordine della provincia di Barletta Andria Trani. Si è laureato al Politecnico di Torino nel 1973 e si è iscritto nel gennaio del 1976 all’ordine professionale che all’epoca era delle province di Bari e Foggia. La sua matricola era la numero 274. Oltre ad esercitare la libera professione nel proprio paese natio, Spinazzola, contribuendone alla crescita, nel biennio 1993-1995 ha svolto il ruolo di consigliere nell’Ordine degli Architetti della Provincia di Bari e per oltre venti anni è stato componente della Commissione parcelle.

Con l’istiuzione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Barletta-Andria-Trani, dal Gennaio 2011, ne è entrato a far parte con matricola n. 7. Nel nuovo ordine ha svolto la funzione di presidente della prima Commissione Compensi e Contratti (2012-2015), ha contribuito alla nascita della prima commissione Previdenza e Assistenza (2015-2019) facendone parte come componente ed ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio di Disciplina nel quadriennio 2015-2019 e tuttora presiede questa commissione.

«E’ sempre attivo alla vita ordinistica anche quando era iscritto all’Ordine di Bari – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT Andrea Roselli – Nell’esercizio professionale è un vero esempio per le nuove generazioni per la dedizione e la passione sconfinata per il lavoro. Insomma sono quanto mai orgoglioso a nome di tutto l’Ordine che ho l’onore e l’onere di presiedere di aver dato una targa ricordo all’arch. Lechiancole per questo traguardo davvero importante per tutti noi».

Alla consegna all’interno di Palazzo Covelli erano presenti le segreterie degli ordini sia della BAT che di Bari ma è stata anche l’occasione per un ideale passaggio di testimone alla più giovane iscritta della sesta provincia pugliese e cioè l’arch. Flavia Bellifemmine di Andria.

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

Gestione del verde urbano nelle città, interviene l’Ordine degli Architetti BAT: «Strutturalmente carente»

L’appello: «Tutelare il suolo, rigenerazione urbana e coinvolgimento dei tecnici nelle scelte strategiche»

 

«Gli eventi meteorologici intensi che hanno interessato nella scorsa settimana il territorio della provincia BAT hanno causato la caduta di numerosi alberi, con disagi per la cittadinanza e potenziali rischi per la sicurezza pubblica. Tali episodi non possono essere liquidati come fatalità o conseguenze inevitabili del maltempo, ma rappresentano piuttosto il sintomo evidente di una gestione strutturalmente carente del verde urbano». Ad intervenire sull’argomento è l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della BAT dopo i recenti episodi che hanno visto protagonisti, loro malgrado, dei grandi arbusti nelle città della provincia.

«Le nostre città si dimostrano ancora una volta non resilienti, incapaci di adattarsi e rispondere agli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici. Il verde pubblico continua a essere considerato un elemento accessorio, anziché una vera e propria infrastruttura urbana, che necessita di pianificazione, manutenzione programmata, monitoraggio costante e competenze specialistiche – spiega arch. Dimatteo -Alla cattiva gestione del patrimonio arboreo si affianca una persistente impermeabilizzazione dei suoli, che compromette la naturale capacità del territorio di assorbire le acque meteoriche, aumenta il rischio di allagamenti e indebolisce la stabilità degli apparati radicali degli alberi. La permeabilità del suolo rappresenta invece un valore fondamentale per la sicurezza urbana, la mitigazione climatica e la qualità dello spazio pubblico, e dovrebbe costituire un obiettivo prioritario delle politiche urbanistiche locali».

In questo quadro è sicuramente significativa la Legge Regionale Puglia n. 36 sulla rigenerazione urbana, che promuove il contenimento del consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la rinaturalizzazione degli spazi urbani e il rafforzamento delle infrastrutture verdi. «Tuttavia, tale strumento normativo – dice ancora l’arch. Dimatteo – risulta non adottato dalla maggior parte delle amministrazioni comunali della provincia BAT, perdendo così un’occasione concreta per avviare processi di trasformazione urbana più sostenibili e resilienti. La caduta di alberi maturi è spesso il risultato di decenni di cattiva gestione, potature improprie, assenza di censimenti arborei, mancata valutazione fitostatica e totale assenza di una strategia di lungo periodo. A ciò si aggiunge una cronica mancanza di pianificazione urbanistica integrata».

L’Ordine degli Architetti BAT vuole denunciare con forza, inoltre, la sistematica sottovalutazione del contributo dei tecnici nei processi decisionali. «Professionisti con competenze specifiche in pianificazione, paesaggio, rigenerazione urbana e sostenibilità vengono coinvolti troppo spesso solo per adempiere a obblighi normativi, senza un reale ascolto né un effettivo ruolo nei tavoli di indirizzo politico-amministrativo», conclude l’arch. Marina Dimatteo.

«Richiamo la responsabilità di costruire il futuro valorizzando conoscenza, competenza e visione – ha spiegato anche il Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. BAT Andrea Roselli – Ignorare il sapere tecnico significa rinunciare a guardare più lontano, condannando le nostre città a rincorrere le emergenze anziché prevenirle».

E’ insomma necessario un cambio di paradigma: «tutelare il suolo come risorsa non rinnovabile, adottare strumenti di rigenerazione urbana già disponibili e coinvolgere in modo sostanziale e continuativo i tecnici nelle scelte strategiche. Solo così sarà possibile costruire città più sicure, permeabili, resilienti e orientate al benessere collettivo».

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Eventi formativi ed il 1° torneo nazionale di tennis presentati ad ARKEDA 2025: protagonista l’Ordine Architetti BAT

Un’occasione di confronto e dialogo ma soprattutto un modo per rappresentare il lavoro svolto a livello formativo e sociale sul territorio. E’ stato questo l’obiettivo primario della partecipazione dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT ad ARKEDA 2025, la manifestazione dedicata proprio ad architettura, edilizia e design ospitata all’interno della mostra d’Oltremare di Napoli. Nello scorso weekend i rappresentanti dell’Ordine provinciale degli Architetti guidati dal Presidente arch. Andrea Roselli, hanno partecipato ad ARKEDA con uno stand ma soprattutto con due qualificate presentazioni. La prima svolta dall’arch. Claudia Marciano consigliere delegato della Commissione Comunicazione e dall’arch. Domenico Tritto consigliere delegato Cultura e Pari Opportunità, dedicata a tutti gli eventi formativi svolti annualmente gratuitamente per i suoi iscritti e per il territorio dall’Ordine tra Lectio Magistralis con Archistar internazionali alle attività di presentazione pratiche sino alle novità normative ed alle azioni dedicate al futuro. E poi la seconda dedicata invece alla prima edizione del Torneo Nazionale di Tennis dell’Ordine degli Architetti che si svolgerà a Trani all’interno dello Sporting Club dal 22 al 27 giugno 2026. L’ArchiCup è un’iniziativa che nasce con l’intento di rafforzare il senso di comunità tra i professionisti e di promuovere uno stile di vita salutare e inclusivo. La presentazione di questo primo evento che vedrà anche workshop ed altri eventi formativi è stata affidata al Presidente Andrea Roselli.

«La partecipazione ad Arkeda ha rappresentato un’importante occasione di confronto e dialogo con il panorama nazionale dell’architettura – ha spiegato l’arch. Andrea Roselli – Un sentito ringraziamento all’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli per l’invito e la cordiale accoglienza, e a tutti gli Ordini presenti per il prezioso networking che si è creato durante le tre giornate».

A Canosa un patrimonio da 14mila ettari paesaggistico e rurale: obiettivo protezione e valorizzazione

A Canosa un patrimonio da 14mila ettari paesaggistico e rurale: obiettivo protezione e valorizzazione

Non solo una città tra le più importanti in Italia a livello archeologico ma anche un territorio da valorizzare per la sua importante identità del paesaggio rurale. Due momenti importanti quelli di ieri a Canosa di Puglia, città che ora punta a candidare una porzione del territorio comunale all’Elenco Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Una porzione importante formata da circa 14mila ettari di area periurbana che possa valorizzare appieno la matrice identitaria del territorio canosino con il suo paesaggio agrario storico formato anche da architetture rurali ed un sistema importante materiale di calcarenite. Una candidatura nata grazie all’adeguamento del PUG (Piano Urbanistico Generale) al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) che pone Canosa tra le prime città della BAT ad averlo realizzato. Un progetto nato dalla spinta propulsiva non solo dell’amministrazione comunale ma anche della condivisione con la sezione canosina di Italia Nostra e soprattutto il coinvolgimento degli ordini professionali di Architetti ed Ingegneri della BAT.

«È un’opportunità, perché il territorio di Canosa è vasto e poco antropizzato – ha spiegato la vice presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Marina Dimatteo – Queste aree essendo così estese hanno delle peculiarità diverse fra loro e quindi gli interventi che si possono effettuare o meno sono diversi uno dall’altro. La candidatura è uno degli esiti più tangibili dell’operazione di adeguamento del PUG al PPTR. Quello che è stato fatto dal gruppo che ha curato l’adeguamento è un lavoro molto attento dal punto di vista della valorizzazione paesaggistica, quindi non è un mero adeguamento normativo, ma ha una sensibilità diversa. Si può parlare di un vero e proprio piano strategico dove ad ogni area individuata, con sue specifiche peculiarità, sono state date delle direttive anche progettuali, perché un paesaggio per essere valorizzato ha bisogno anche di minimi interventi mentre nel momento in cui si ha una tutela stretta dove non si può fare nessun intervento – ha concluso l’arch. Dimatteo – molto spesso ci si spinge verso l’abbandono e anche verso il degrado del territorio, quindi attraverso questo strumento urbanistico si ha la possibilità di dare delle direttive concrete e soprattutto che possano portare a uno sviluppo sostenibile del territorio».

Ieri mattina un sopralluogo con tutte le parti in causa presso l’area cosiddetta della Murgetta, quella che si punta a candidare in questo speciale elenco istituito da qualche anno presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Nel pomeriggio, poi, un incontro pubblico ed una tavola rotonda all’interno del foyer del Teatro “Lembo”. Dopo i saluti istituzionali portati dai vari enti coinvolti (per l’Ordine degli Architetti BAT la vice presidente arch. Marina Dimatteo), c’è stata l’introduzione dell’arch. Mauro Iacoviello Dirigente del settore III del Comune di Canosa e poi i qualificati interventi del Prof. Leonardo Di Mauro Docente di Storia dell’Architettura all’università degli Studi di Napoli “Federico II”, di Pasquale Ieva studioso della città e dell’arch. Vincenzo Lasorella Dirigente della sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia. Per l’idea della candidatura importante anche il coinvolgimento di uno dei giovani architetti del territorio e cioè Fabio Bruno. Le conclusioni sono state affidate alla Prof.ssa Cristina Saccinto Assessore alla Cultura del Comune di Canosa.

«Per la prima volta il focus dell’attenzione non è più soltanto sull’archeologia – ha spiegato la prof.ssa Saccinto – per cui Canosa non va soltanto raccontata dal punto di vista archeologico e storico ma anche dal punto di vista paesaggistico. Per questo un territorio che si racconta attraverso il paesaggio, il paesaggio narra la storia, l’identità di un territorio, un vissuto, un vissuto legato anche alla produzione e quindi all’attività agricola, masserie, aziende agricole».

L’iniziativa è stata un primo momento pubblico di approfondimento sui contenuti della candidatura ed un’occasione per presentare i risultati preliminari del processo di adeguamento pianificatorio, all’interno di una cornice culturale che richiama i temi del Grand Tour e quindi dei primi vagiti del turismo a partire dal 1700, della rigenerazione del paesaggio rurale e della continuità storica tra territorio, comunità e progetto.

Adeguamento del PRG al PPTR ad Andria e digitalizzazione del PRG, Ordine degli Architetti: «Bene il tavolo tecnico»

Adeguamento del PRG al PPTR ad Andria e digitalizzazione del PRG, Ordine degli Architetti: «Bene il tavolo tecnico»

«La direzione è quella giusta: creare un tavolo tecnico con tutti gli ordini professionali e cioè Architetti, Ingegneri e Geometri oltre ad associazioni ed enti così da poter discutere tutti assieme sia sul percorso di adeguamento del PRG comunale al PPTR regionale che sul percorso di digitalizzazione dello stesso Piano Regolatore Generale».

La soddisfazione dell’arch. Sabino Aniello, Segretario dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT dopo l’iniziativa del Comune di Andria. Negli scorsi giorni, infatti, la partecipazione ad un incontro convocato per discutere di questa tematica. Un incontro da cui è emersa la necessità di istituire rapidamente un tavolo tecnico per completare «un processo che è molto specifico ma che incide sulla vita dei cittadini, sul lavoro dei professionisti e sullo sviluppo futuro della città» come ha spiegato ancora l’arch. Sabino Aniello. «Il coinvolgimento dei professionisti del settore e quindi degli ordini professionali è fondamentale così come avvenuto anche in altre città che si stanno avviando a chiudere una fase complessa come questa. In particolare la digitalizzazione del Piano Regolatore Generale di Andria è un elemento che potrà snellire moltissimo diverse procedure mentre dobbiamo lavorare assieme anche alle osservazioni da proporre in Regione per il tramite dell’ente comunale in questo percorso di adeguamento alle norme del PPTR».

Premio per un progetto di 5 neo laureate del Poliba, il plauso dell’Ordine degli Architetti BAT

Premio per un progetto di 5 neo laureate del Poliba, il plauso dell’Ordine degli Architetti BAT

Un plauso arriva dall’Ordine degli Architetti della BAT a cinque neo laureate per un progetto dal titolo “Identità portoghese e sperimentale innovazione nel quartiere di Chelas a Lisbona” segnalato al SACU 2025 (Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana di Camerino). Le autrici del riconoscimento sono tutte neo laureate al Politecnico di Bari: Annalisa Aniello (Andria), Roberta Baglivo (Bari), Luana Baldini (Bisceglie), Valeria Dibenedetto (Mola di Bari) e Ilaria Impagnatiello (Maschito – Potenza). Relatore e referente Poliba il prof. Matteo Ieva.

L’edizione XXXV del premio ha visto circa 150 partecipanti tra architetti, docenti, relatori, professionisti, laureati, studenti, provenienti da Italia, Egitto, Centro Africa, Penisola Iberica, Nord Europa, America Latina. Sono stati 52 i progetti presenti in catalogo e tra questi anche quello delle neo laureate del Politecnico Barese. L’edizione 2025, svoltasi nelle scorse settimane presso l’Università di Camerino, si è misurata sul tema, “L’Architettura e i luoghi” per riflettere e per indagare su nuovi possibili percorsi.

Lo stage di un mese delle cinque studentesse nella città lusitana ha permesso di eseguire uno studio accurato sull’architettura storica e moderna della città e di comprenderne i caratteri della costruzione nelle diverse fasi evolutive. È da questi che ha preso criticamente le mosse l’ipotesi progettuale sviluppata con la Tesi, presentata alla XXXV edizione del Seminario Internazionale di Camerino.

«Siamo davvero felici di mettere in evidenza queste giovani leve che cominciano già a dare un segno importante e tangibile della loro presenza sul territorio – ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Andrea Roselli – Due in particolare, l’arch. Aniello e l’arch. Baldini, saranno a breve nostre iscritte. A loro ed a tutte le altre neo laureate che hanno partecipato a questo importante progetto il nostro plauso ed il nostro grazie perchè sono energie nuove che danno lustro e visione nella nostra professione».

Architetti, Ingegneri e Geometri riuniti a Barletta dopo l’adozione della legge regionale 36/23:«Chiariti diversi punti»

Architetti, Ingegneri e Geometri riuniti a Barletta dopo l’adozione della legge regionale 36/23:«Chiariti diversi punti»

Un forum tecnico che ha riunito i professionisti del settore e cioè Architetti, Ingegneri e Geometri per analizzare fattivamente e dare un proprio contributo alle due delibere di consiglio comunale approvate a Barletta per recepire la nuova legge regionale numero 36 che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia. «Un’occasione importante perché, adeguare un edificio di scarso valore architettonico alle nuove esigenze abitative, renderlo salubre e sicuro dal punto di vista strutturale – ha spiegato la vice presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Marina Dimatteo – incentiva le famiglie ad abitare quartieri che in alternativa resterebbero degradati. Questo processo porta naturalmente una rigenerazione urbana e nello stesso tempo sociale e culturale. Si può agire con piccoli interventi che portano poi, nel complesso, a grandi risultati. Attraverso la raccolta di queste osservazioni speriamo di dare un contributo valido e fattivo al comune di Barletta. Per poi incentivare anche gli altri comuni della provincia a fare lo stesso».

Il forum organizzato dai tre ordini professionali tecnici provinciali, ha permesso di chiarire diversi passaggi anche grazie alla presenza del funzionario comunale arch. Michele Fiorella. Le osservazioni venute fuori dall’incontro vertono sulla necessità di avere una normativa chiara e inequivocabile sia dal punto di vista cartografico che per quel che riguarda le norme tecniche. Troppe volte in passato, è stato sottolineato durante l’incontro, si è assistito a discrezionalità nel rilascio di permessi. La normativa deve essere precisa e la perimetrazione deve essere applicata con lo stesso criterio a tutti gli ambiti. Questo l’appello forte che arriva da parte dei professionisti che hanno rimarcato come sia positiva la strada intrapresa dai comuni per la riqualificazione del patrimonio architettonico degradato soprattutto a Barletta dove si sente l’assenza di uno strumento urbanistico generale che regolamenti l’intero territorio. Un documento, questo, atteso da anni. Ora però la necessità è che tutti i comuni dopo Barletta, Canosa ed Andria si adeguino rapidamente alle legge regionale 36 e coinvolgano i professionisti.

«Questo consente una riqualificazione senza consumo di suolo – ha ricordato l’arch. Marina Dimatteo – Per questo è importante perché non si ha una cementificazione delle città ma si agisce puntualmente e solo dove serve». Nel corso del forum si è parlato anche della possibilità di delocalizzazione di volumetrie. I professionisti hanno richiesto di esplicitare le modalità di applicazione e l’iter procedurale. Nell’analisi, infine, di una delle due delibere di consiglio comunale, in particolare la n° 49, è stata rilanciata la proposta di utilizzare le zone B5 anche come aree di “atterraggio” per la delocalizzazione dei volumi previsti proprio dalla legge regionale, mettendo in relazione stretta i due atti di Consiglio Comunale

La metamorfosi perpetua di Tirana ora una delle capitali più attrattive per urbanistica ed architettura

La metamorfosi perpetua di Tirana ora una delle capitali più attrattive per urbanistica ed architettura

Le continue trasformazioni geopolitiche, un movimento perpetuo sociale e culturale, una nazione ed in particolare una Capitale che ora attrae professionisti stranieri per una contaminazione che crea una importante metamorfosi soprattutto a livello architettonico ed urbanistico. Si è parlato di Albania ed in particolare di Tirana nell’incontro formativo con l’architettura internazionale voluto dall’Ordine degli Architetti della BAT ieri a Palazzo Covelli a Trani con ospite il prof. arch. Armand Vokshi Preside della Facoltà di Architettura ed Urbanistica del Politecnico di Tirana.

«Ovviamente l’Albania ha passato una storia difficile negli ultimi cento anni e ovviamente ora negli ultimi trent’anni sta cercando di recuperare quella parte della storia che ormai gli altri paesi hanno attraversato negli ultimi settanta o cento anni – ha detto il prof. Vokshi illustrando passato e presente di Tirana – Quindi questo tempo perso si sta stringendo in diciamo meno di trent’anni. Questa profonda trasformazione sta avvenendo anche e soprattutto nell’ambito dell’architettura e dell’urbanistica dove c’è una grande richiesta con l’attivazione di grandi studi che giungono a Tirana da tutto il mondo. Ma c’è anche un importante avvicinamento di architetti giovani che vengono sia albanesi ma anche dall’Italia e dalla comunità europea. Qui hanno trovato un terreno fertile per poter offrire concetti nuovi, architetture nuove che ovviamente vengono ad insediarsi in un tessuto urbano che ha tuttora i segni della storia difficile».

L’analisi del passato e del presente con progetti urbanistici e sociali di Tirana per raccontare di quanto sia ormai diventata internazionale la Capitale albanese con una profonda integrazione tra il passato difficile ed un presente di riscatto. In ogni passo, però, riaffiora sempre il profondo legame millenario con l’Italia e con la Puglia in particolare. «Il mare che ci divide non è un mare, è un lago e ovviamente siamo talmente vicini che più tempo passa, più ci conosciamo, più vediamo che siamo simili, infatti c’è il bacino Mediterraneo che ci unisce – ha detto il prof. Vokshi – Negli ultimi trent’anni si vede che questo legame così stretto è una ripetizione della storia che è successa nell’ultimo millennio».

Ad introdurre i lavori è stato il Presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Andrea Roselli che ha ricordato come molteplici siano già stati negli ultimi anni gli incontri con l’architettura internazionale con obiettivo crescita collettiva e personale dei professionisti del territorio. «Continuiamo questo percorso formativo con ospiti internazionali di rilievo – ha spiegato Andrea Roselli – L’architetto Armand Vokshi, preside della facoltà di architettura di Tirana, è sicuramente un grande personaggio nel mondo dell’architettura europea. L’evoluzione sia architettonica che sociale della capitale albanese, ha apportato sicuramente uno spirito innovativo anche per tutta l’Europa, perché con queste nuove progettualità Tirana sta diventando una delle capitali europee urbanisticamente parlando più all’avanguardia».

La pasta cementizia ed il ritorno tra storia e architettura: «Materiale che calpestiamo da quando siamo nati»

La pasta cementizia ed il ritorno tra storia e architettura: «Materiale che calpestiamo da quando siamo nati»

Origini, tecnica, recupero e scenari attuali sui pavimenti in pasta cementizia, un materiale che per molti decenni è stato un componente essenziale dell’architettura e che oggi, dopo un periodo di stand by è tornato particolarmente in auge grazie a nuovo design e qualità. Di questo e di molto altro si è parlato nel corso di un appuntamento formativo all’interno di Palazzo Covelli a Trani organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT con il patrocinio dell’ADSI e cioè l’Associazione Dimore Storiche Italiane.

«E’ un materiale con il quale ci confrontiamo un po’ tutti e che tutti conosciamo, che calpestiamo, abbiamo calpestato da quando siamo nati – ha spiegato l’arch. Anna De Palma libero professionista e componente della commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti BAT – Di recente questi materiali che cominciavano a essere un po’ desueti perché utilizzavano ornamenti non più utilizzati, finchè si sono avvicinati una serie di figure quali i designer, gli architetti e gli artisti che hanno completamente rivoluzionato e ora in questo momento stanno vivendo un ritorno importante tant’è che partecipano alle fuori salone, alle fiere importanti perché è un materiale che oltre ad essere di una qualità eccezionale tant’è che dura da oltre cento anni, è anche estremamente bello e variegato e colorato».

Cementine, graniglie e tutte le diverse forme di questi rivestimenti decorativi che adornano ancora oggi anche le dimore storiche italiane per cui l’ADSI prova a lavorare sulla loro salvaguardia per non perdere testimonianze concrete di storia e meraviglia. «Noi abbiamo sempre tentato di difendere le dimore storiche per il loro valore morale – ha spiegato nel corso del suo intervento Piero Consiglio Past President dell’ADSI – Ci siamo accorti però che non bastava. Abbiamo cominciato a far capire che le dimore storiche sono una risorsa, una risorsa praticamente non ancora sfruttata per lo Stato. Sono una risorsa intorno alla quale si può sviluppare un nuovo tipo di progresso sostenibile, senza ulteriori spese, perché si tratta di utilizzare cose già esistenti. Vogliamo fare un elenco delle filiere che corrono attorno a queste dimore storiche? Il restauro è la prima, quindi edilizie e restauratori di beni mobili e immobili. La ricerca, quindi archivisti, storici dell’arte, guide turistiche, è una filiera lunghissima. Speriamo di svegliare il mondo su questa situazione».

Un viaggio tra passato e futuro introdotto e dal Consigliere referente della commissione Cultura e Pari Opportunità Domenico Tritto e con i contributi qualificati anche di Luca Rocchi Docente incaricato di Restauro Architettonico all’Università di Ferrara, Tiziana Elisabetta de Lillo restauratrice e Cecilia Alemagna docente di design all’Accademia delle Belle Arti di Bari. A moderare gli interventi è stato Lorenzo Pietropaolo Ricercatore di storia dell’architettura al Politecnico di Bari.

“Storie di Donne per l’architettura, dalla conoscenza al Progetto”, evento formativo dell’Ordine BAT

“Storie di Donne per l’architettura, dalla conoscenza al Progetto”, evento formativo dell’Ordine BAT

L’obiettivo è quello di raccontare il contributo delle donne nell’architettura per ricerca, innovazione e sostenibilità. Un convegno formativo sulle pari opportunità quello organizzato a Trani, giovedì 29 maggio con inizio alle ore 16, all’interno di Palazzo Covelli dall’Ordine degli Architetti PPC BAT con il supporto scientifico della commissione Cultura e Pari Opportunità. Nel corso dell’evento saranno analizzate le storie di donne architetto che con il loro ruolo istituzionale hanno contribuito alla crescita culturale della Puglia.

I saluti istituzionali saranno del Presidente dell’Ordine Andrea Roselli e dell’assessore ai trasporti della Regione Puglia Debora Ciliento. A dialogare con la presidente della commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine Francesca Onesti saranno la direttrice della scuola di Specializzazione in beni architettonici e del paesaggio del Politecnico di Bari Monica Livadiotti che parlerà di ricerca e disegno della città con il caso di Kos nel Dodecaneso Italiano. Poi ci sarà l’intervento della Docente di urbanistica allo IUAV di Venezia Sabina Lenoci che parlerà del progetto urbanistico e della cura delle città oltre a Fabiana Cicirillo libera professionista oltre che assessore alla cultura delal città di Lecce per molti anni. A chiudere gli interventi sarà la direttrice generale e prorettrice del Politecnico di Bari Loredana Ficarelli con la storia antica “da Lizzy a Lina”.

Un convegno in cui saranno affrontati diversi aspetti storico-urbanistici ma anche una possibile visione contemporanea di città “sostenibile”, che deve pervadere la coscienza collettiva al pari della necessità della tutela del patrimonio che abbiamo ereditato e che ci appartiene profondamente.