Tag: andria

Tavolo tecnico permanente su traffico e mobilità ad Andria, arch. Aniello: «Bene il coinvolgimento degli Ordini»

Tavolo tecnico permanente su traffico e mobilità ad Andria, arch. Aniello: «Bene il coinvolgimento degli Ordini»

«Bene l’attivazione di un tavolo tecnico permanente per affrontare il tema traffico, viabilità e mobilità nella Città di Andria con il coinvolgimento degli ordini professionali provinciali di Architetti, Ingegneri e Geometri». Sono le parole del segretario dell’Ordine degli Architetti PPC della BAT, arch. Sabino Aniello presente ad un incontro preliminare a Palazzo di Città assieme all’arch. Livia Pinto (Fiduciario dell’Ordine degli Architetti PPC della città di Andria), oltre all’ing. Giuseppe Pistillo (Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri), il geom. Francesco Prasti (Vicepresidente del Collegio dei Geometri), ma anche l’ing. Gianfranco Cannone (Rappresentante del gruppo di progettazione del PUMS). Per l’amministrazione comunale presenti anche gli assessori Pasquale Colasuonno e Savino Losappio rispettivamente per Viabilità ed Ambiente. Presente anche il consigliere comunale Mirko Malcangi.

«Ad Andria quello del traffico, del conseguente inquinamento e più in generale della mobilità, resta un tema particolarmente sentito dalla comunità – ha spiegato l’arch. Aniello – è per questo che il coinvolgimento degli ordini professionali non può che essere positivo per provare ad incidere insieme su di un problema che non è più rimandabile. Certo sarà necessario anche un lavoro importante su di un cambio culturale di approccio al tema ma è necessario anche aggiornare con una certa urgenza degli strumenti tecnici come per esempio il Piano del Traffico che è molto datato e non contempla le nuove esigenze della città. Il nostro supporto nel tavolo tecnico non potrà che esser di ausilio per affrontare un tema per cui ora servono soluzioni rapide e condivise».

Architetti, Ingegneri e Geometri riuniti a Barletta dopo l’adozione della legge regionale 36/23:«Chiariti diversi punti»

Architetti, Ingegneri e Geometri riuniti a Barletta dopo l’adozione della legge regionale 36/23:«Chiariti diversi punti»

Un forum tecnico che ha riunito i professionisti del settore e cioè Architetti, Ingegneri e Geometri per analizzare fattivamente e dare un proprio contributo alle due delibere di consiglio comunale approvate a Barletta per recepire la nuova legge regionale numero 36 che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia. «Un’occasione importante perché, adeguare un edificio di scarso valore architettonico alle nuove esigenze abitative, renderlo salubre e sicuro dal punto di vista strutturale – ha spiegato la vice presidente dell’Ordine degli Architetti BAT Marina Dimatteo – incentiva le famiglie ad abitare quartieri che in alternativa resterebbero degradati. Questo processo porta naturalmente una rigenerazione urbana e nello stesso tempo sociale e culturale. Si può agire con piccoli interventi che portano poi, nel complesso, a grandi risultati. Attraverso la raccolta di queste osservazioni speriamo di dare un contributo valido e fattivo al comune di Barletta. Per poi incentivare anche gli altri comuni della provincia a fare lo stesso».

Il forum organizzato dai tre ordini professionali tecnici provinciali, ha permesso di chiarire diversi passaggi anche grazie alla presenza del funzionario comunale arch. Michele Fiorella. Le osservazioni venute fuori dall’incontro vertono sulla necessità di avere una normativa chiara e inequivocabile sia dal punto di vista cartografico che per quel che riguarda le norme tecniche. Troppe volte in passato, è stato sottolineato durante l’incontro, si è assistito a discrezionalità nel rilascio di permessi. La normativa deve essere precisa e la perimetrazione deve essere applicata con lo stesso criterio a tutti gli ambiti. Questo l’appello forte che arriva da parte dei professionisti che hanno rimarcato come sia positiva la strada intrapresa dai comuni per la riqualificazione del patrimonio architettonico degradato soprattutto a Barletta dove si sente l’assenza di uno strumento urbanistico generale che regolamenti l’intero territorio. Un documento, questo, atteso da anni. Ora però la necessità è che tutti i comuni dopo Barletta, Canosa ed Andria si adeguino rapidamente alle legge regionale 36 e coinvolgano i professionisti.

«Questo consente una riqualificazione senza consumo di suolo – ha ricordato l’arch. Marina Dimatteo – Per questo è importante perché non si ha una cementificazione delle città ma si agisce puntualmente e solo dove serve». Nel corso del forum si è parlato anche della possibilità di delocalizzazione di volumetrie. I professionisti hanno richiesto di esplicitare le modalità di applicazione e l’iter procedurale. Nell’analisi, infine, di una delle due delibere di consiglio comunale, in particolare la n° 49, è stata rilanciata la proposta di utilizzare le zone B5 anche come aree di “atterraggio” per la delocalizzazione dei volumi previsti proprio dalla legge regionale, mettendo in relazione stretta i due atti di Consiglio Comunale

Sostenibilità, eredità culturale e modernità: la sfida della rigenerazione urbana con il racconto del “caso Andria”

Sostenibilità, eredità culturale e modernità: la sfida della rigenerazione urbana con il racconto del “caso Andria”

Sostenibilità, eredità culturale ma anche modernità e nuove sfide per un futuro che muta molto più velocemente rispetto al passato. Sono i cardini che ora muovono la rigenerazione urbana e che sono spesso alla base del successo o meno di progetti immaginati dalle amministrazioni pubbliche. Ed in questo senso sta facendo scuola la città di Andria con diverse decine di milioni di finanziamento intercettati proprio sul tema della rigenerazione urbana ed al centro di un evento formativo voluto dall’Ordine degli Architetti PPC BAT assieme all’ente comunale ed alla Soprintendenza.

«La rigenerazione urbana oggi rappresenta uno dei temi fondamentali legati all’urbanistica e quindi alla riqualificazione delle nostre città – ha spiegato il Presidente Andrea Roselli – In genere si va ad intervenire nelle aree più degradate delle città correlando sia aspetti sociali con quelli ambientali e della sostenibilità. Devo fare i complimenti al comune di Andria, perché ha intrapreso questo percorso già da tempo e soprattutto in un momento in cui l’urbanistica volge verso il non consumo del suolo, quindi esattamente sul pezzo».

In vetrina i casi di riqualificazione di progetti come Piazza Toniolo, del completamento dell’Officina San Domenico, del recupero funzionale e riuso dell’ex mercato di via Flavio Giugno e quello di via De Anellis ma anche di piazza Umberto I e quella di largo Giannotti sino alle nuove realizzazioni come un impianto sportivo nel quartiere “Monticelli”, dell’ex carcere mandamentale, di un centro polifunzionale nel quartiere di San Valentino e del Palazzo Ducale. La particolarità dell’evento è stata che tutti i progetti sono stati presentati dagli stessi architetti progettisti, più esperti ma anche più giovani.

«Progettualità che stanno mettendo in atto il cosiddetto principio della sostenibilità – ha spiegato l’assessore al quotidiano della Città di Andria Mario Loconte – ovvero la riqualificazione urbana con la forte inclusione sociale, perché la rigenerazione, sottolineo spesso, non è solo quella delle infrastrutture, ma soprattutto quella relativa allo sviluppo del tessuto sociale, economico e culturale di un territorio. L’aspetto positivo per il caso di Andria – ha concluso – è che sta riguardando l’intera maglia urbana, partendo dal centro storico alla parte di impianto consolidato fino a quella di espansione, per cui è un processo importante sia dal punto di vista proprio dimensionale oltre che numerico».

Da più parti rimarcati almeno due aspetti interessanti: il primo, come ha ricordato il Presidente dell’Ordine degli Architetti Andrea Roselli è che gran parte dei professionisti sono proprio della BAT e, secondo, che si può parlare di un “caso Andria” un città rinnovata e ritrovata così come recita il titolo dell’evento.

«Non è tanto importante intercettare finanziamenti e quindi essere pronti con i progetti, che per noi ha significato già una fatica incredibile – ha spiegato il Sindaco della Città di Andria Giovanna Bruno – ma soprattutto fare in modo che questi cantieri che quotidianamente raccontano come sta cambiando la città e i suoi luoghi, si prepari poi a vivere la fase successiva, quella in cui i cantieri si chiudono e le opere devono essere abitate. Per essere abitate quanto più siamo bravi a creare una rete di relazioni, di rapporti e soprattutto di idee, tanto più quegli ambienti nel tempo potranno sopravvivere all’incuria, potranno sopravvivere all’abbandono, potranno sopravvivere alla superficialità come accaduto in passato».

«Con orgoglio posso dire – ha spiegato ancora il Presidente Roselli – che i progetti presentati riportano la firma nella maggioranza dei casi di progettisti architetti e per di più architetti della BAT. Questo significa che abbiamo professionalità di un certo livello e spero che questo sia da sprone anche per altri comuni che invece utilizzano poco i professionisti locali dando molto spazio invece a professionisti che vengono da fuori».

“La città rinnovata e ritrovata”, gli Architetti della BAT parlano di rigenerazione urbana con il caso Andria

“La città rinnovata e ritrovata”, gli Architetti della BAT parlano di rigenerazione urbana con il caso Andria

L’obiettivo principale è quello di parlare di rigenerazione urbana in tutti i suoi aspetti partendo dalla parte amministrativa per arrivare a quella tecnica e progettuale dando voce in particolare ai professionisti. Si chiama “La città rinnovata e ritrovata” l’evento che si svolgerà martedì 15 aprile a partire dalle 15,30 nella sala consiliare di Palazzo di Città ad Andria. Un appuntamento con la formazione e l’informazione voluto dall’Ordine degli Architetti PPC BAT in collaborazione con il comune di Andria.

Base della giornata formativa sarà proprio il caso della città federiciana che sta mettendo in pratica una serie di importanti progetti di rigenerazione urbana negli ultimi anni grazie a diverse fonti di finanziamento. Saranno analizzati i casi della riqualificazione di Piazza Toniolo, del completamento dell’Officina San Domenico, del recupero funzionale e riuso dell’ex mercato di via Flavio Giugno e quello di via De Anellis ma anche la riqualificazione di piazza Umberto I e quella di largo Giannotti sino alle nuove realizzazioni come un impianto sportivo nel quartiere di Monticelli, dell’ex carcere mandamentale, di un centro polifunzionale nel quartiere di San Valentino e del Palazzo Ducale. La particolarità dell’evento è che su tutti questi progetti saranno gli stessi architetti progettisti a presentare le idee, le difficoltà, i pregi di interventi di riqualificazione urbana di grande impatto per la comunità.
Ad introdurre i lavori ci saranno il Sindaco di Andria Giovanna Bruno ed il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT Andrea Roselli oltre ai rappresentanti della Soprintendenza con in testa l’arch. Anita Guarnieri oltre ai dirigenti dell’ente comunale impegnati nelle diverse procedure burocratiche.

Nel corso dell’incontro sarà approfondito anche il ruolo degli architetti e delle istituzioni nel rinnovamento della città con la condivisione proprio di esperienze operative ed approcci nuovi in particolare nei contesti storici.

Ordine degli Architetti BAT e GVM Puglia ancora insieme per la salute degli iscritti

Ordine degli Architetti BAT e GVM Puglia ancora insieme per la salute degli iscritti

L’assistenza sanitaria targata Inarcassa ma anche una specifica convenzione tra Ordine degli Architetti PPC BAT e la GVM Puglia care & research spa per tutti gli iscritti. Un evento formativo negli scorsi giorni a Palazzo Covelli a Trani ha permesso di aggiornare tutti gli iscritti sul Piano Sanitario Inarcassa ma anche sulla convenzione gratuita o a tariffe agevolate che consente l’accesso alle strtutture GVM Puglia anche ad architetti e famigliari non iscritti alla Cassa ma iscritti all’Ordine.

«E’ stato per noi un momento importante per spiegare ai tanti colleghi intervenuti tutte le caratteristiche dei piani sanitari messi in campo da Inarcassa – ha spiegato il delegato Architetti BAT della Cassa Arcangelo Ficco – Al compito istituzionale della previdenza, affianca un’importante attività di assistenza mirata alla sicurezza sociale degli associati e allo sviluppo della professione». Il piano sanitario base “Grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi” di Reale Mutua – Blue Assistance è automaticamente attivo per gli iscritti Inarcassa e copre gran parte delle patologie oggi diagnosticate in Italia con la possibilità di estendere, a propria discrezione, le prestazioni ai componenti del nucleo familiare.

«E’ importante anche il ruolo dell’Ordine degli Architetti BAT – ha spiegato il Presidente Andrea Roselli – cerchiamo di agevolare i nostri iscritti anche con questa importante convenzione con le strutture GVM in Puglia. Ringrazio per questo l’avv. Alessia Fucilli responsabile area convenzione della GVM in Puglia e tutti gli iscritti che hanno partecipato all’evento formativo. L’assistenza sanitaria è uno dei più importanti servizi che Inarcassa e naturalmente l’Ordine, vuole assicurare ai propri iscritti».